Giulia Fracassi
pubblicato 6 mesi fa in Cinema

The Danish Girl

The Danish Girl

Adattamento cinematografico del romanzo La Danese, scritto nel 2000 da David Ebershoff, The Danish Girl è un film diretto da Tom Hooper nel 2015. La storia è ispirata alle vite delle pittrici danesi Lili Elbe e Gerda Wegener e, a vestire i panni delle due, troviamo rispettivamente gli attori Eddie Redmayne e Alicia Vikander. Siamo nella Copenaghen degli anni venti e la ritrattista Gerda Wegener è sposata con il pittore paesaggista Einar Wegener. Nonostante l’amore che li unisce, i due vivono alcune tensioni dovute alla disparità tra la notevole fama di lei e quella meno significativa di lui e al fatto di non riuscire a concepire un bambino. Un giorno Gerda, che stava realizzando un dipinto della ballerina Ulla (interpretata dall’attrice Amber Heard), chiese ad Einar di posare per lei al posto della modella, impegnata nelle prove di uno spettacolo. È qui che l’uomo, inizialmente ed apparentemente per gioco, assume l’identità di Lili Elbe, quella che poi diventerà il suo alter ego femminile. Einar, sempre per gioco, decide anche di accompagnare la moglie ad una festa per artisti vestito da donna: incentivato da Gerda stessa, l’uomo studia il travestimento più adatto ed arriva quindi alla festa completamente vestito, truccato e con una parrucca lunga. Imbarazzato dalla sua nuova identità, Einar/Lili fa la conoscenza di Henrik (interpretato dall’attore Ben Whishaw), pittore omosessuale che, pur sapendo chi ella sia in realtà, finge un’attrazione per Lili e prova a sedurla. Quello che Einar vedeva come un gioco cominciò a trasformarsi in consapevolezza: il pittore iniziò a prendere coscienza del fatto di essersi sempre riconosciuto nel sesso opposto ma che aveva sempre tentato di nasconderlo non solo alla società ma anche e soprattutto a sé stesso. Il suo sempre più frequente desiderio di vestire i panni di Lili avrà ripercussioni sul matrimonio con Gerda che, consapevole del fatto che suo marito è ormai lontano, non abbandona mai il fianco di Einar ed inizia addirittura a dipingere ritratti del suo alter ego femminile. Einar, dopo numerosi consulti medici, decide di sottoporsi a un doloroso intervento di castrazione chimica ma ciò non fa che incrementare il suo desiderio di essere Lili. I ritratti fatti da Gerda iniziano a riscuotere successo così i due si trasferiscono a Parigi, dove Einar diventa sempre più insofferente alla sua vita maschile. La moglie, sperando di aiutarlo, decide di ricontattare Hans (interpretato dall’attore Matthias Schoenaerts), un impresario d’arte di cui Einar era stato innamorato in passato: il pittore gli si presenta nei panni di Lili ma si accorge subito di non essere ricambiato mentre sua moglie, che invece rimane sedotta da Hans, sceglie comunque di non abbandonare quello che lei ritiene ancora suo marito. Einar e Gerda, dopo aver consultato diversi psicologi, che si limitano a definire l’uomo come un pervertito o uno schizofrenico, si affidano al dottor Warnekros, che da tempo studiava e progettava quello che doveva essere un intervento di riassegnazione sessuale. Il pittore decide di offrirsi come cavia nonostante si tratti di una procedura ancora del tutto sperimentale, mai provata prima e potenzialmente molto pericolosa: si sottopone come prima cosa all’orchiectomia.

Lili, che ha reagito bene all’intervento, inizia a convivere da amica con Gerda, che non riesce ancora ad accettare questo cambiamento, e cerca di ricostruirsi una vita completamente diversa da quella che aveva Einar, iniziando a lavorare come commessa in una profumeria e desiderando una relazione con un uomo. Impaziente di sentirsi a tutti gli effetti Donna, il pittore si sottopone prematuramente ad una vaginoplastica e ad un trapianto di ovaie che si rivelerà essere fatale per lui. Einar Wegener morì il giorno dopo l’intervento tra le braccia di sua moglie, Gerda Wegener.

Gerda e Hans viaggiano alla ricerca dei paesaggi che Einar amava dipingere e, mentre visitano un fiordo a lui particolarmente caro, una sciarpa che Lili aveva donato alla donna vola in aria e lei la lascia andare, finalmente libera.

The Danish Girl, presentato alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 5 settembre 2015 e proiettato al Toronto International Film Festival, sempre nel 2015, è stato distribuito nelle sale statunitensi il 27 novembre 2015. Il film è uscito poi in Italia il 18 febbraio 2016: la pellicola ha incassato oltre 4.000.000 di euro. Negli Stati Uniti il film viene addirittura vietato ai minori di 17 anni, ottenendo il Rating R per nudità e scene con tematiche sessuali.

Einar Mogens Andreas Wegener nacque a Vejle, in Danimarca, il 28 dicembre 1882. Figlio di commercianti, era solito giocare alle bambole con le sorelle ed amava cucire: il padre, sorpreso da tanta delicatezza, accettò di buon grado l’idea che suo figlio volesse fare il pittore. Studiò alla scuola d’arte di Copenaghen, la Kunstakademiet, dove incontrò una giovane ed affascinante donna. Gerda Gottlieb nacque ad Hammelev, in Danimarca, il 15 marzo 1885. Figlia di un pastore protestante, dimostrò sin da subito una spiccata passione per le arti figurative tanto che i genitori decisero di farle seguire dei corsi privati di pittura. La spedirono poi a Copenaghen, per farla studiare alla scuola d’arte Kunstakademiet. Gerda era una donna allegra, generosa, vitale, eccentrica e non passava certo inosservata. Fu lei a chiedere ad Einar di uscire, cosa che all’epoca era considerata decisamente fuori luogo. I due amanti si dichiararono presto fidanzati e, nel 1904, con l’unanime approvazione di entrambe le famiglie, si sposarono, quando lui aveva 22 anni e lei appena 19. I novelli sposi lasciarono l’accademia e si lanciarono nel mondo del lavoro: Einar lavorava all’olio sui suoi paesaggi, mentre Gerda iniziò a realizzare ritratti e vignette per i giornali umoristici ma fu quando una delle sue tele venne rifiutata all’esposizione annuale di Charlottenborg che il suo nome finì sui giornali. Una galleria d’arte organizzò una mostra personale e Gerda venne così lanciata. Lo stesso anno Einar vinse un premio tradizionalista che, invece di renderlo più celebre, lo eclissò quasi del tutto: il pittore, paesaggista introverso, vide l’ascesa artistica e mondana della moglie senza però riuscirle a stare dietro. Fu proprio nell’illustrazione che sua moglie raccoglierà più consensi, tanto da garantire alla coppia una stabilità economica. Gerda raggiunse il vero successo quando l’eccentrica attrice Anna Larssen le commissionò un ritratto. Dati i suoi impegni lavorativi e mondani, la donna non poté presenziare a tutti gli incontri perciò il ritratto avanzò troppo lentamente: fu proprio Anna Larssen a suggerire a Gerda di far posare proprio il gracile, slanciato, armonioso Einar al suo posto. Il pittore, dapprima contrario alla cosa, finì per posare più volte come modella in abiti da donna facendo emergere la sua identità femminile ed iniziando ad immaginare di vivere la vita come una donna. Iniziò a chiedere pareri a medici e psicologi che, riconoscendolo come schizofrenico e malato di mente, lo sottoposero a cure anti-devianza. La coppia si trasferì a Roma e qui Gerda si fece corteggiare dall’aviatore italiano Fernando Porta, sotto lo sguardo consapevole di Einar, che finse di non accorgersene. Nel 1912 Einar e Gerda si trasferirono poi a Parigi e qui il pittore visse apertamente come una donna, vestendosi come tale e facendosi chiamare Lili Elbe: Einar si sentiva incompleto, sbagliato, deforme e desiderava oramai un corpo tutto suo. Si fece visitare da Fernand Warnekros, famoso ginecologo tedesco, uno dei pochi medici che, nel 1930, si interessò seriamente ai casi di transessualità: dichiarò che il pittore era ermafrodita e che l’unico modo per aiutarlo era quello di intervenire su di lui chirurgicamente. Einar verrà poi a conoscenza dell’esistenza dell’ “Istituto tedesco di Scienze Sessuali”, fondato a Berlino dal Dr. Magnus Hirschfeld, in cui venivano eseguiti interventi chirurgici di riassegnazione sessuale che, all’epoca, erano ancora in fase del tutto sperimentale. Probabilmente nel 1912 vi fu il primo vero caso di operazione transgender, di cui non si hanno però fonti certe, su Dorken Richter, una pittrice che sentiva di essere un uomo, ma che morì poco dopo l’operazione. Nel 1930 Lili si sottopose ad un intervento di rimozione dei testicoli e, tra il 1930 e il 1931, procedette anche con la rimozione del pene e il trapianto di ovaie, interventi che le consentirono di cambiare legalmente nome e sesso. Cristiano X, l’allora re di Danimarca, invalidò anche il matrimonio con Gerda, nell’ottobre del 1930. Lili Elbe smise di dipingere in quanto sosteneva che quella era una dote che apparteneva ad Einar e non a Lei, mentre Gerda si trasferì in Marocco col nuovo marito, Fernando Porta, l’ufficiale italiano conosciuto in Italia. Gerda Wegener, che in Marocco tentò invano di proseguire la sua carriera, divorziò nel 1936 e tornò in Danimarca, dove morì nel 1940. Lili Elbe morì nel 1931 a causa di una complicazione dovuta al rigetto dell’utero dopo l’impianto e venne sepolta a Dresda, in Germania.
Lili Elbe fu definita intersessuale ma alcune fonti indicano che la pittrice aveva non solo un corpo decisamente femminile, tanto da essere scambiata per una giovane donna vestita da uomo, ma anche delle ovaie nell’addome. Si pensò avesse la sindrome di Klinfelter, condizione conosciuta in ambito medico fino al 1942, dovuta ad un’anomalia cromosomica in cui un individuo di sesso maschile possiede un cromosoma X in più. La sua storia venne pubblicata dopo la sua morte da Ernst Ludwig Harthern-Jacobson, sotto lo pseudonimo di Niels Hoyer, che lesse tutti i suoi diari personali: il libro Man into Woman, pubblicato nel 1933, ebbe molta importanza per la storia della sessualità e dell’identità di genere poiché fu uno dei primi libri a trattare temi delicati come quello di una persona transgender. Quella di Lili Elbe è una storia di forza e coraggio, un esempio di amore profondo e di volontà di essere totalmente sé stessi. Un ruolo molto importante lo ebbe anche Gerda, altra donna forte e determinata che restò accanto al marito Einar, lottando addirittura al suo fianco e sostenendo il suo desiderio di essere donna.

Ogni cosa, ogni più piccolo cambiamento, tutto mi porta alla rinascita nella Donna che ho sempre saputo di essere. Lili è diversa da Einar. Lui amava dipingere. Io, invece, non credo che quello del pittore sia il lavoro fatto per me.

 

 

 

 

 

L’immagine in evidenza è tratta da: https://www.mymovies.it/film/2015/thedanishgirl/

Bibliografia e sitografia:
– “The Danish Girl”, film, 2015, Tom Hooper;
– “The Danish Girl”, libro, 2000, David Ebershoff;
– “Man into Woman”, libro, 2016, Niels Hoyer;
– “Lili: a portrait of the first Sex Change”, libro, 2004, scritto da Lili Elbe, edito da Niels Hoyer.
– unavaligiariccadisogni.wordpress.com;
– www.sinapsi.unina.it.