Federico Musardo
pubblicato 4 anni fa in Letteratura

Un sonetto per Petrarca

poeti e amici

Un sonetto per Petrarca

Oggi propongo un sonetto del 1374 scritto da Giovanni Boccaccio per la morte di Francesco Petrarca, avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 Luglio dello stesso anno :

Or sei salito, caro signor mio,
nel regno, al qual salire ancor aspetta
ogn’anima da Dio a quell’eletta,
nel suo partir di questo mondo rio.

Or se’ colà, dove spesso il desio
ti tirò già per veder Lauretta;
or sei dove la mia bella Fiammetta
siede con lei nel cospetto di Dio.

Or con Sennuccio e con Cino e con Dante
vivi, sicuro d’eterno riposo
mirando cose da noi non intese.

Deh, s’a grado ti fui nel mondo errante,
tirami drieto a te, dove gioioso
veggia colei che pria d’amor m’accese.

Il Paradiso accoglie gli spiriti dei poeti e le loro dame in una placida atmosfera trasognata. Boccaccio, emulando Petrarca ed alcuni componimenti del Canzoniere in cui egli immagina di passare all’altro mondo, si augura, sul crinale della vita, di raggiungere il cielo dove ritroverebbe i suoi affetti perduti, tra cui Sennuccio del Bene (uno stilnovista minore), Cino da Pistoia e Dante Alighieri.
Suggestivo è il richiamo all’amore di Petrarca, ovvero Laura, nel dolce appellativo di Lauretta, che lo ha preceduto e lo attende .
Questo mondo rio”, cattivo, appare dimenticato e l’attenzione è rivolta altrove, al regno dei Cieli, un Paradiso che di lì a poco avrebbe accolto Boccaccio stesso, un anno più tardi, nel 1375. Boccaccio raggiunge Fiammetta e Petrarca si gode l’aldilà insieme alla sua Laura.
E Dante è senza compagnia? Dov’è l’amata Beatrice? Perché è stata esclusa dalle dame beate?
Le vicende dei poeti si intrecciano in fitte trame di amicizie, amori e, talvolta, rancori.
Molto spesso nelle righe di tali autori è facile intuire dei reali, sentiti, legami affettivi che intercorrono al tempo della scrittura.
In questo caso, con le dovute precauzioni che ci impongono di cogliere il componimento nel contesto della sua creazione, cioè la commozione del lutto, dell’addio, l’atmosfera che si respira è tersa, serena e delicatissima. Boccaccio ci appare realmente segnato da questa perdita e la volontà di celebrazione risulta epurata da falsità o comodità letterarie, un modo come un altro per salutare un grande poeta, un amico.

Petrarca e Laura

Petrarca e Laura