Alessandro Di Giacomo
pubblicato 3 mesi fa in Storia

Antoine de Saint-Exupéry

Antoine de Saint-Exupéry

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.

Questa frase ha segnato la vita di tutti noi, bambini sognanti di fronte alle avventure di un piccolo, grande, eroe che, viaggiando da un pianeta all’altro, ci ha insegnato i significati più profondi del vivere: l’amicizia, la fiducia e l’amore.                                                                                                                                                                  

Il Piccolo Principe nasce dalla mente e dalle esperienze di Antoine de Saint-Exupéry, un uomo che, con la sua incredibile vita, è entrato nella leggenda.

Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry, al secolo Antoine de Saint-Exupéry, nasce il 29 giugno del 1900 a Lione, da una famiglia di nobili origini. Rimane orfano del padre, il Visconte Jean de Saint-Exupéry,  a soli quattro anni ma, grazie a sua madre Marie Boyer de Fonscolombe, vive comunque un’infanzia felice. La madre, pittrice, decide di trasferirsi con i suoi cinque figli a Le Mans in quello che sarà il primo luogo ispiratore degli scritti di Antoine : il Castello di Saint-Maurice-de-Rémens (oggi conosciuto come “la maison du Pétit Prince”).                                                                                                                         

Antoine è una mente curiosa e in cerca di nuovi stimoli … in quel periodo la novità assoluta nel campo delle nuove tecnologie è, sicuramente, lo sviluppo dell’aviazione e il costante miglioramento dei velivoli. Antoine ne è affascinato, in un certo senso ama stare con “la testa tra le nuvole” anche a terra coltivando, contemporaneamente, la passione per la scrittura e il giornalismo. A soli dodici anni sperimenterà l’ebbrezza del primo volo su un Berthaud-Wroblewski, all’aeroporto di Ambérieu. Ma sono anni difficili: con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Antoine è costretto a separarsi dalla madre, infermiera volontaria al fronte e, violentemente, dal fratello François che muore per una forma virulenta di reumatismo articolare.

Crescere significa essere sempre più soli, più responsabili, meno sognatori.

C’è una cosa che mi rattristerà sempre, ed è di essere diventato grande.

Spinto dalla passione per il cielo, nel 1921, dopo uno sfortunato tentativo con la Marina, si arruola volontario nel II reggimento di aviazione a Strasburgo, dove consegue il brevetto di pilota civile e militare.  Il 1926 è l’anno della sua rivalsa: il primo lavoro come pilota per la Compagnia Generale di Imprese Aeronautiche Latécoère, più conosciuta come Aéropostale, e la pubblicazione del suo primo racconto “L’aviatore”, pubblicato sulla rivista Le Navire d’Argent.

Antoine si specializza nelle consegne postali di lunga tratta cominciando con il collegamento Tolosa-Dakar dove impara a conoscere il deserto, luogo fisicamente mistico e di grande ispirazione letteraria.

Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio.

È in questi anni che pubblica due dei suoi scritti di maggior successo: il primo libro “Courrier Sud” e, dopo alcuni anni, il best seller “Vol de Nuit”. Nel 1930, dall’Africa passa all’America Latina con il collegamento Francia-Argentina e il trasferimento nella capitale Buenos Aires. È qui che conosce Consuelo Suncín-Sandoval Zeceña de Gómez, scrittrice, pittrice e artista originaria di El Salvador, che diventa  il grande amore della sua vita e sua musa ispiratrice.    

La vita ci ha insegnato che amare non consiste nel guardarsi l’un l’altro, ma nel guardare insieme nella stessa direzione.

I due si sposano nel 1931 ma, nonostante il grande amore reciproco, sarà un sodalizio burrascoso per le continue assenze per lavoro e per alcune relazioni extraconiugali; tutto questo, unito al rapporto artistico di Consuelo con il gruppo dei Surrealisti (su tutti Balthus, cui s’ispirerà per alcune tele),sarà raccontato in un libro autobiografico della donna, pubblicato nel 1999, divenuto un best seller in Francia.

Nel frattempo, la situazione lavorativa di Antoine si deteriora, con l’Aeropostale assorbita dalla compagnia Air France e, scontento della nuova politica aziendale, decide di tornare in Francia dove si dedica, con rinnovata passione, all’invenzione e al brevetto di molti strumenti utili per il volo. Decide di dedicare la sua vita al volo e di tentare l’impresa del Raid Aereo Parigi-Saigon. Una grande avventura rischia di trasformarsi in una tragedia: il suo aereo, per un guasto, precipita nel temibile deserto libico; Antoine è disperso tra le dune, costretto ad una vera e propria lotta per la sopravvivenza e inizia a maturare le basi del suo capolavoro (non a caso, ne il Piccolo Principe ci sono diverse menzioni proprio di questo incidente aereo). Alla fine riuscirà ad uscirne indenne grazie all’aiuto prima di un beduino, poi della Regia Aeronautica italiana che, intercettandolo a Derna (nel Nord-Ovest della Libia), lo trae in salvo.

Ciò che rende bello il deserto è che da qualche parte vi è nascosto un pozzo.

Provato dall’esperienza, lascia il volo per dedicarsi al giornalismo ma non riduce il carico di adrenalina: nel 1936 è inviato, per L’Intransigeant,in Catalogna per documentare la Guerra Civile Spagnola. La Guerra tra Franco e i ribelli è la fucina di molti esponenti dell’arte e della politica: le pianure catalane vedono, tra gli altri, Robert Capa e Gerda Taro, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni e Luigi Longo, Federico Garcìa Lorca e Pablo Picasso. Antoine inizia a maturare il desiderio di combattere, non perché condivida il mito dell’azione che si diffonde in quegli anni ma perché crede che la vita debba sempre essere tesa ad un fine

Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare.

Il 3 settembre del 1939, Francia e Gran Bretagna, rispettando il patto di alleanza difensiva con la Polonia, entrano in guerra contro la Germania nazista: Antoine si offre volontario il giorno stesso.

Viene inquadrato nell’Armée de l’air con il grado di Capitano di complemento ma, per la sua età avanzata, gli viene negato il comando di una squadriglia di caccia. Viene invece destinato alla ricognizione che svolge con cura maniacale. La battaglia d’Inghilterra inizia a infuriare nel maggio del 1940 e, poco dopo, Antoine viene abbattuto a pochi chilometri da Calais; grazie alle sue abilità, riesce a salvarsi la vita e viene nominato per ottenere una medaglia al merito. Ferito, si trasferisce negli Stati Uniti per curarsi e, ispirato dall’esperienza bellica, si dedica alla scrittura pubblicando Pilote de guerre. In America non resta fermo e si dedica alla propaganda, cercando un modo per spingere il governo statunitense ad entrare nel conflitto. La difficoltà maggiore è legata all’opinione pubblica nei suoi confronti: in America credono sia un seguace di De Gaulle, quindi alleato dell’Inghilterra, ma in Canada sono convinti sia una spia del Generale Pétain, la guida della Francia filotedesca di Vichy. Alla fine, suo malgrado, l’attacco di Pearl Harbour spinge gli Stati Uniti nel conflitto e, dopo lo sbarco alleato in Nord Africa, chiederà di far parte del corpo d’invasione per l’Europa nell’aviazione americana.                                                                                                                             

Saranno proprio gli americani, nel bel mezzo del conflitto, a pubblicare la prima edizione in inglese de “Il Piccolo Principe”, un capolavoro che appassionerà intere generazioni di grandi e piccini in tutto il mondo, divenendo un caposaldo della letteratura mondiale, il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia (ben 253 traduzioni!), un manuale di vita e sentimenti. 

… Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi … (Il Piccolo Principe).

La seconda esperienza bellica di Antoine è, purtroppo, di breve durata: ancora non è ben chiaro come ma, partito dall’aeroporto di Borgo, in Corsica, volando su un ricognitore F-5, finisce per scomparire il 31 luglio del 1944. Alcuni sostengono si tratti di suicidio, altri di un abbattimento della Luftwaffe e il mistero permane tuttora.

Ho detto ieri al tenente Gavoille: “Ne riparleremo dopo la guerra”. E il tenente Gavoille mi ha risposto: “Non pretenderà di essere ancora vivo dopo la guerra, capitano! (da Pilota di guerra).

Nel 2004, al largo dell’Île de Riou, dove avvenne la tragedia, fu ritrovato il relitto dell’aereo; continuando le ricerche, fu trovato anche un braccialetto con incise le iniziali dello scrittore. Grazie al sommozzatore Luc Varnell, al giornalista Jacques Pradell e al ricercatore Lino von Gartzen, che indagarono per risolvere il mistero, si è giunti, nel marzo 2008, alle dichiarazioni di Horst Rippert, un ex asso della Luftwaffe, che nella notte del 31 luglio 1944, ai comandi del suo Messerschmitt BF 109, aveva abbattuto un F-5.

Antoine era già famoso anche in Germania per i suoi scritti sull’aviazione e, rattristato per la notizia della possibile coincidenza tra abbattimento e morte dell’autore, Rippert disse: «Quando ho saputo di chi si trattava, ho a lungo sperato che non si trattasse di lui … »

Moltissimi sono gli omaggi tributati ad Antoine de Saint-Exupéry: il fumettista Hugo Pratt gli ha dedicato “Saint-Exupéry, l’ultimo volo” che ripercorre l’incidente intrecciandosi con il vissuto del pilota. Nel 1987, Francesco de Gregori gli dedica “Pilota di guerra”, nell’album “Terra di nessuno”.

Nel 2017, la prestigiosa marca Montblanc produce un’edizione limitata di penne in oro allo scrittore.

Grazie Antoine per averci fatto crescere con la speranza che i sogni possano accompagnarci per tutta la vita.

Mi domando, – disse, – se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.» (Il Piccolo Principe).


Le fonti

Libri:

Antoine de Saint-Exupéry, il Piccolo Principe, Milano, Bompiani, 2004.

Consuelo de Saint-Exupéry, Memorie della rosa, Traduzione di Paola Ghinelli, Siena, Barbera, 2007.

E. Romeo, L’ invisibile bellezza. Antoine de Saint-Exupéry cercatore di Dio, Milano, Àncora, 2012.

Collegamenti esterni:

Biografia di Antoine de Saint-Exupéry

Il Piccolo principe

Fonte dell’immagine


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