Alessandro Di Giacomo
pubblicato 2 anni fa in Storia

Henry Tandey : “il più grande scherzo del destino della storia”

Henry Tandey : “il più grande scherzo del destino della storia”

28 settembre del 1918, Cambrai-San Quintino, Francia settentrionale. È questo il palcoscenico del “più grande scherzo del destino della storia”.

Sono gli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale. Il conflitto ormai agli sgoccioli chiede un ultimo grande tributo di sangue e la “terra di nessuno”, tra le trincee inglesi e quelle tedesche, è un vero e proprio mattatoio: in media, muore un uomo ogni 120 secondi. Il tiratore scelto britannico Henry Tandey, nel tentativo di ripararsi dai colpi dell’artiglieria, si lancia all’interno di un cratere, causato da un attacco precedente. In quegli istanti di terrore, mentre Tandey rifiata, un soldato tedesco in preda al panico si lancia in quella stessa buca e i due, dopo una rapida occhiata, iniziano un violento combattimento “corpo a corpo”, usando le baionette. Il britannico, più forte fisicamente, riesce ad avere la meglio e colpisce al ventre il nemico che, cadendo a terra, inizia ad urlare più che per il dolore per la paura di morire. Le urla del tedesco sono la voce della coscienza che risveglia l’umanità nel contesto bellico. Tandey, che solo quel giorno ha già ucciso più di cinque uomini, prende il kit medico e decide di salvare la vita a quel suo coetaneo in uniforme grigio-verde. Le cure funzionano, l’emorragia inizia a fermarsi e il giovane inglese sente dentro di sé una sensazione unica, perché aveva salvato una vita invece di strapparla al mondo. Il tedesco allora, provando a parlare in inglese, lo ringrazia e gli chiede:

-Come ti chiami?

-Soldato Tandey, Henry Tandey

Poi, dopo qualche istante di pausa continua:

-… e tu?

Il tedesco allora lo guarda negli occhi e con lo sguardo fiero dice:

-Caporale Adolf Hitler.

Terminata la guerra, Henry Tandey fu decorato da Re Giorgio V in persona a Buckingham Palace con la Victoria Cross, per aver servito il Paese e salvato molte vite umane nel corso del conflitto. Dopo aver lasciato l’esercito nel 1921, si trasferì a Coventry dove si sposò.
Nel 1938, durante la conferenza di Monaco, il Primo Ministro inglese Arthur Neville Chamberlain, ospite di Hitler al Berghof, notò un dipinto del pittore Fortunino Matania che raffigurava un soldato inglese intento a soccorrere un commilitone al fronte. Quando Chamberlain chiese spiegazioni, il dittatore tedesco disse che quello era il Soldato Tandey, che voleva complimentarsi con lui per la decorazione e che voleva inviargli dei saluti e ringraziamenti ufficiali.
Qualche anno dopo, nel 1940, durante la “Battaglia d’Inghilterra”, Coventry fu pesantemente bombardata dalla Luftwaffe e l’ormai cinquantenne inglese raccontò al “Sunday Graphic” la storia del suo incontro con il Führer commentandola così:

… Non potevo sparare ad un uomo ferito, così l’ho lasciato andare … avessi saputo allora cosa sarebbe diventato quel Caporale! Ora, davanti a tutti questi morti e feriti di Coventry, Dio solo sa quanto mi dispiace averlo risparmiato!

Per chi fosse interessato, segnalo il cortometraggio “Rosso Fango” (2002) di Paolo Ameli, disponibile in rete, che racconta l’incontro tra i due soldati durante la battaglia di Cambrai-San Quintino.


Bibliografia

Libri:
David Johnson , One soldier and Hitler , The History Press, 2012.

Video:
The World Wars, pt.I, L’Europa in fiamme, Documentaria, (distribuito in Italia da History), 2014
Paolo Ameli, Rosso Fango, prodotto da Igor Ignaccolo, Italia 2002.

L’immagine proviene da: https://www.mirror.co.uk/news/real-life-stories/henry-tandey-vc-man-who-3009915