Culturificio
pubblicato 1 mese fa in Letteratura \ Recensioni

La forza dei sentimenti

Tutta la vita di Romana Petri

La forza dei sentimenti

Spaltero mi sta aspettando in Argentina, tra poco mi arriva un suo richiamo, e stavolta non me lo lascio scappare pure se all’idea di tanto cambiamento mi pare di morire.

Alcina è una donna forte, una partigiana coraggiosa tormentata dai fantasmi di un passato che non vuole mettere da parte. Dialoga con i suoi cari defunti restando ferma lì dove l’hanno lasciata, come se continuare a vivere significasse tradirli, lasciarli indietro. Rivive ogni giorno la guerra nei suoi ricordi, quella guerra che per lei non è mai davvero finita e che le ha tolto tanto, quasi tutto. Ma qualcosa glielo ha lasciato: un bacio. Infatti, quel bacio che Spaltero le darà sulle montagne umbre nel 1944 sarà la sua ancora di salvezza e la spingerà a superare ogni paura per accogliere la speranza di un amore mai conosciuto. Un amore così travolgente da sopravvivere a due anni di silenzio e a portarla lontana dalla sua amata Umbria.

Ho paura Spaltero. Questo Paese comincia a farmi proprio una gran paura. Tu lo sai com’ero fissata io con la morte. Quando ero giovane quasi non pensavo ad altro. E avevo le mie buone ragioni. A che doveva pensare una che s’era vista morire tutti quanti uno dopo l’altro? Ma poi tu m’hai insegnato che c’erano anche altre cose da pensare, che c’era tutta la vita, quella che avevamo davanti. E io ti ho ascoltato.

Romana Petri racconta in questo romanzo la forza dei sentimenti e soprattutto la tenacia di un amore che sopravvive in condizioni avverse e si consolida. Lo spazio maggiore è dedicato all’interiorità dei personaggi legata a doppio filo a un contesto storico che influisce irreversibilmente sull’intreccio del racconto. Senza alcun dubbio è la figura di Alcina che con le sue inquietudini rende la storia affatto banale, chiara e allo stesso tempo pragmatica soprattutto per quei ricordi che vengono rievocati ma lasciati in sospeso. Al suo fianco c’è il personaggio di Spaltero, uomo concreto e sempre proiettato verso il futuro a bordo della sua barca, a cui ha dato il nome della donna amata per poterla sentire sempre vicina, anche in mare aperto. Non lo spaventa il tempo che passa, né la differenza d’età con Alcina che invece, se ne preoccupa abbastanza per entrambi.

E noi siamo così, gocce che svaporano e si ricondensano, e in questo modo ci ricadiamo sempre addosso.

Spaltero e Toni, suo cugino, hanno lo stesso sangue ma non la stessa serenità. Toni è uno scrittore tormentato, nessuna emozione è soddisfacente per lui, nessuna relazione vale la pena di essere vissuta fino in fondo. Riesce ad apprezzare le persone solo dopo averle perse, si innamora dei rimpianti, dei suoi desideri frustrati e per questo scrive solo storie tristi, perché si scrive di ciò che si conosce e lui del mondo ha conosciuto la depressione della madre e i tradimenti della moglie.

“La bellezza non è tutto, c’è ben altro.” “E cos’altro ci sarebbe?” chiese Toni. “Qualcosa che non si consuma, che non passa, non sottrae. La vita è fatta di molti giorni, veniamo al mondo e ce ne sono stati affidati un certo numero, questo vuol dire che ogni giorno che passa ne abbiamo uno in meno, giusto? Beh, nei sentimenti, invece, quando sono veri e profondi, è tutto il contrario, ogni giorno aggiunge. Insomma, per dirtela a parole mie, la vita è una sottrazione e l’amore vero un’addizione.

Una ventata di speranza verrà portata nelle loro vite dal coronamento dell’amore tra Alcina e Spaltero: Buena. Una ragazza solare e forse anche troppo simile ai suoi genitori dai quali ha ereditato quel senso di responsabilità e appartenenza alla sua terra che unisce i destini di tutti loro nel profondo. Buena combatterà a sua volta, non permetterà ai nazisti di avere la meglio e il prezzo da pagare per la sua famiglia andrà oltre un’ingente somma di denaro. Così, Buena, Alcina e Spaltero decideranno di lasciare l’Argentina, iniziare una nuova vita in Umbria e tornare dove tutto era iniziato. Il ritorno nell’alveo originario avrà il sapore di un approdo dopo la tempesta. di quel conforto che soltanto i sentimenti sanno dare.

Articolo a cura di Martina Madia.

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