Lorenzo Paolini
pubblicato 2 settimane fa in Letteratura

“La meravigliosa lampada di Paolo Lunare”

“La meravigliosa lampada di Paolo Lunare”

Possibile che nessuno sia mai stato capace di inventare una lampadina che riproduca la luce del sole così com’è?

Cristò, dopo Restiamo così quando ve ne andate, torna, superandosi, con un libro profondo, viscerale, autentico e incredibilmente piacevole: La meravigliosa lampada di Paolo Lunare – entrambi per TerraRossa Edizioni.

Non commuoversi leggendo questo incredibile romanzo è impossibile (Paolo Zardi può confermare): la narrazione è attraversata da una grande tensione emotiva che Cristò sa gestire abilmente; questo scrittore, sempre sorprendente, sa quando e quanto caricare il testo di tale intensità e sa anche, naturalmente, quando lasciarla scorrere, farla erompere. Al lettore non resta che appassionarsi alle vicende dei personaggi, soffrire, gioire, piangere con loro.

I protagonisti del romanzo sono Petra e Paolo. Sono innamorati, ma nella loro relazione manca qualcosa; la felicità non è più una priorità ma è diventata «un sottofondo, una temperatura gradevole e perfetta da perdere posto nella classifica delle priorità». Paolo, però, vuole rimediare. Inizia così a progettare una lampada che riproduca «la luce solare così com’è» perché a Petra (nomen nominis?) piace così tanto la luce calda e rassicurante del sole…

Non voglio aggiungere altro perché rovinerei al lettore tutte le sorprese. Parlare della magia che questo romanzo crea, però, è compito di qualsiasi recensione che voglia restituire l’ipnotica magia del libro, magia così lieve e impalpabile, ma connaturata alla storia, a cui dà una leggerezza da sospensione; la fa volare alta nel cielo, senza però che manchi un ancoraggio alla realtà, con un realismo descrittivo tenero e quotidiano; quindi, La meravigliosa lampada di Paolo Lunare è una miscela di verità e magia, di verità e menzogna. Il nuovo romanzo di Cristò è una storia assolutamente imperdibile.

Assolutamente imperdibile per pathos e tensione. La forma del libro fa sì che sia più agevole il salto da una tensione all’altra: ogni capitolo è infatti dedicato o a Petra o a Paolo, o a entrambi, e noi lettori abbiamo accesso all’interiorità, alla verità di entrambi, e più procediamo con la lettura, più il peso di queste verità si fa insostenibile di fronte alla buia menzogna che ammorba le vite dei protagonisti; ci sentiamo ospiti indesiderati di una storia che vogliamo leggere avidamente ma che ci fa anche soffrire; questo libro ci promette qualcosa: qualsiasi ferita verrà rimarginata, e, tu che leggi, se stai soffrendo, avrai il tuo momento catartico. Ecco, infatti, un concetto che trovo fondamentale in questo romanzo: Cristò racconta una storia profondamente catartica, e riuscire in questa impresa è importantissimo e difficile, perché l’espiazione catartica mediante la letteratura significa consapevolezza, e se La meravigliosa lampada di Paolo Lunare racconta una storia d’amore oltre il tempo, alla fine del libro hai voglia di amare meglio, di amare teneramente e con tutte le forze, come Paolo. Dopo la catarsi, un altro pilastro fondamentale del libro è, appunto, la magia – sta al lettore scoprire perché. Posso anticipare però che le immagini di Cristò sono sensazionali. Vi innamorerete, voi che non avete letto il libro e che dovete assolutamente recuperarlo, della luce lunare, invenzione così bella e romantica da lacrime agli occhi, vi innamorerete di ogni bugia e di ogni verità dei personaggi, e porterete il peso delle loro cicatrici ma anche, come accennavo, delle loro gioie. Tutto questo può avvenire perché il romanzo sprigiona la luce solare dell’empatia, un’empatia però che spesso e volentieri non proviene da quello che i personaggi fanno, ma da chi sono davvero, e il lettore lo sa perché ha accesso ai loro pensieri, alle loro angosce, e quindi è come se l’empatia di questo romanzo vivesse in una dimensione extraletteraria, cui può accedere appunto solo il lettore.

Mano a mano che la verità viene a galla, e che le strade parallele di Petra e Paolo iniziano ad avvicinarsi, i due protagonisti si allontanano e, a quel punto, l’empatia del lettore è all’apice, soffre e li vuole vicini e quando questo accade. Noi lettori viviamo un’ autentica gioia.

Oltre a una storia intensamente catartica, a una magia diffusa in tutto il libro e all’empatia unica tra lettore e personaggi, anche la dialettica tra verità e menzogna conferisce spessore notevole al romanzo. L’autore racconta la faccia nascosta della luna con la precisione di dettagli che fa diventare la storia di Paolo e Petra l’esempio di ogni storia d’amore.

Nella divisone del libro in tre parti ho visto quello che potrebbe sembrare un percorso quasi hegeliano: la luce solare nella prima parte, poi la luce lunare e infine, nella terza parte, la lucciola. Questo romanzo grida che la verità ci salverà, e grida che ogni menzogna sarà un’ossessione che ci porteremo sempre dentro, e la qualità con cui Cristò si addentra nel mondo oscuro delle menzogne è esemplare. Ogni menzogna è rappresentata e rimane vivida nella mente del lettore, diventa corpo vivente e pulsante di un’ossessione post mortem. E poi la destrezza con cui scrive della felicità, dell’impossibile luce solare, della spenta falsità della luce al neon (la cui luce mi ha ricordato l’utilizzo che lo scrittore David Wallace ne ha fatto nel racconto Caro vecchio neon) e della volontà di raggiungere qualcosa che sembra essere la felicità, ma che non è verità; sono la verità e la sincerità a rendere felici le persone? Ma, e utilizzo un’incantevole riflessione proprio di Wallace, è mai possibile aprirsi all’altro sinceramente, nel caso in cui dentro di noi avessimo enormi stanze piene di tutto quello che può esistere nell’universo ma

le uniche parti che ne emergono devono in qualche modo essere spremute attraverso uno di quei piccolissimi buchi della serratura che si vedono sotto il pomello delle vecchie porte. Come se cercassimo di vederci fra di noi attraverso quei minuscoli buchi?

Siamo tutti bugiardi o lo siamo tutti inevitabilmente? E come possono l’amore eterno, sincero e il volersi bene sposarsi con la menzogna? Leggete Cristò, leggete tutta La meravigliosa lampada di Paolo Lunare, perché mantiene la sua promessa d’intensità: vi ritroverete a piangere per un ti amo che neanche avete detto.

Fonte dell’immagine

[qui la nostra recensione di Restiamo così quando ve ne andate]