Eleonora Reggiori
pubblicato 4 mesi fa in Recensioni

Aadam ed Eeva: uno dei tanti futuri possibili

Aadam ed Eeva: uno dei tanti futuri possibili

E mi ricordai del Quattordicesimo libro di Bokonon che avevo letto da cima a fondo la sera prima. Il Quattordicesimo libro si intitola: ‘Che speranze può nutrire un uomo ragionevole per l’umanità su questa terra, tenendo conto dell’esperienza dell’ultimo milione di anni?

Non ci vuole molto a leggere il Quattordicesimo libro. Consiste in una parola e in un punto.

Eccoli:

“Nessuna.” (K. Vonnegut, Ghiaccio-nove)

Che speranze può nutrire quindi un uomo ragionevole che viva in un mondo consumato dalla crisi e avviato a una fine – sembra – inevitabile? Forse una, nell’ultimo romanzo di Arto Paasilinna uscito per Iperborea. La sua penna ci regala Aadam Rymättylä, padre infedele di sette figli, imprenditore squattrinato, ma brillante inventore, e la sua soluzione, compressa in pochi centimetri cubi: una batteria piccolissima e potentissima che sarebbe in grado di sostituire completamente il petrolio.0 Se fosse stato per Aadam, la batteria non sarebbe mai uscita dal laboratorio, ma all’uomo è stata data come compagna la donna: Eeva Kontupohja, avvocatessa con un problema di alcolismo e intraprendente motore della vicenda.

Aadam ed Eeva, fin dal titolo, riporta alla mente retaggi biblici, ma il mondo di cui leggiamo è ben distante da quell’Eden di cui si sente parlare. I due, in qualche modo, sono comunque il primo uomo e la prima donna, non i primi essere umani sulla Terra ma i primi esseri umani a scommettere su un modo alternativo di produrre energia.

Attuale, certo. Ed è stato scritto nel 1993.

Il fatto che il mondo da lui descritto sia destinato a un tracollo economico ed ecologico non riesce a spegnere l’ironia corrosiva del narratore. Non sarebbe Paasilinna, altrimenti. E, per l’appunto, anche questa volta riesce a costruire un romanzo che ha una struttura ma poi non la segue, con giapponesi, reginette del latte, il tassista-medico Seppo Sorjonen, un sicario siciliano, incendi e collezioni di morti, in una escalation di aneddoti e assurdità che arrivano oltre i confini del pianeta che conosciamo.

Quello che funziona nei libri di Paasilinna è il sarcasmo caustico che non risparmia nessuno. Anche qui, una batteria superleggera va a dare fastidio ai magnati del petrolio, ai manager in giacca e cravatta, dal Medio Oriente all’America: le possibilità legate a un’invenzione del genere sono tante, e Aadam le coglie tutte (ma solo grazie a Eeva), ma quella che è per il mondo una brillante idea non va che a svuotare le tasche di qualcuno, secondo un meccanismo ben noto. Per questo il nome di Aadam viene scritto sul taccuino di Luigi Rapaleore, killer siciliano, uno dei tanti, tanti personaggi di cui seguiamo le vicende.

È stata un’idea intelligente, in ogni caso, quella di pubblicare questo romanzo ora, in un mondo che ha (sembra) preso coscienza delle ripercussioni che abbiamo, come uomini, sull’ambiente. Non è il primo e non sarà l’ultimo libro a chiedersi cosa si possa fare per arginare questa discesa, ma per il momento non ho ancora letto nulla che sia eguagliabile: Paasilinna non è nuovo a questo genere di narrazione. Come Kurt Vonnegut, citato nell’apertura dell’articolo, è il caso di dire che Paasilinna sfrutta il sarcasmo dissacrante, tipico suo, per toccare corde specifiche.

Aadam ed Eeva non è distopico, non è comico, non è nemmeno una parabola: non vuole insegnare nulla. Solo prendere le mosse da un problema reale e distorcere tutto, e vedere fino a dove si riesca ad arrivare partendo da un unico presupposto.

Nello specifico, si può arrivare in Lapponia, in una foresta ghiacciata, e a predire un futuro per questo genere umano completamente allo sbaraglio. Se i personaggi sono tutti macchiette, non è colpa di Paasilinna, ma della società e delle convenzioni. Lui non fa altro che accettare le cose e partire da queste per affrontare i temi sempre cari: natura, scarsa fiducia nelle istituzioni, gli schemi imposti all’uomo. Le solite situazioni al limite, per chi già conosce Paasilinna, un nuovo caustico divertimento per chi non l’ha mai letto prima.