Giulia Fracassi
pubblicato 6 giorni fa in Cinema

Il piccolo principe (2015)

tutti i grandi sono stati bambini (ma pochi di essi se ne ricordano).

Il piccolo principe (2015)

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Antoine de Saint-Exupery, Il piccolo principe narra le vicende di un vecchio ed eccentrico aviatore e della sua nuova piccola vicina di casa, trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Dopo che l’elica di un biplano sfonda il muro della loro casa e dopo aver ricevuto per lettera le storie di un piccolo principe, la bambina si introduce nel giardino dell’anziano vicino. Questi, alle prese con la riparazione del suo biplano, inizia a narrarle la storia del piccolo principe, un ragazzino incontrato tempo prima nel deserto del Sahara, dove il vecchio si era schiantato a causa di un’avaria. Il giovane principe era giunto da un pianeta lontano, dove voleva assolutamente fare ritorno perché lì aveva lasciato la sua amata rosa. Tra i due si crea un forte legame e la bambina inizia a fargli visita sempre più spesso, non rispettando gli orari e le regole impostale dalla madre che, una volta scoperto quanto stava accadendo, la rimette in riga. La piccola, però, desiderosa di stare con il suo amico aviatore, continua a uscire di nascosto fino a che il vecchio non le racconta di come il piccolo principe, sentendo troppo la lontananza dalla sua amata rosa, si era lasciato mordere da un serpente, morendo poco dopo. Addolorata per il triste finale, la bambina si infuria con l’anziano per averle raccontato la sua storia, facendole perdere del tempo prezioso. Dopo qualche giorno l’uomo si sente male e viene ricoverato in ospedale così la piccola decide di andare a cercare il principe con l’aiuto del biplano. Esce di nascosto , ma mentre si sta calando dalla finestra il tubo della grondaia cede e perciò cade. Sogna di incontrare il  piccolo principe e di farlo ricongiungere con la sua amata Rosa.

Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, attraverso il racconto delle sue esperienze e quello dei viaggi del principe in altri mondi, la bambina impara a usare la sua immaginazione. Al suo risveglio la bambina, accompagnata dalla madre, va a trovare il vecchio aviatore, consapevole di aver capito il vero senso dell’amore e dell’amicizia, ovvero il potere del creare legami l’uno con l’altro.

Il piccolo principe (2015), diretto da Mark Osborne, premiato con un César Award come miglior film di animazione, nella versione italiana vede i protagonisti doppiati da attori di un certo calibro: Paola Cortellesi veste i panni della madre, Stefano Accorsi quelli della volpe, Micaela Ramazzotti interpreta la rosa, Toni Servillo l’aviatore, Alessandro Gassman il serpente, Giuseppe Battiston l’uomo d’affari, Alessandro Siani il vanitoso e Pif il re. Nella versione originale, invece, tra le voci vi sono quelle di Jeff Bridges, Rachel McAdams, James Franco, Benicio del Toro, Ricky Gervais, Vincent Cassel,  Marion Cotillard e Paul Giamatti.

Antoine de Saint-Exupery, ricordato oggi come un eroe romantico, un uomo lontano, quasi irreale, sia per la sua vita avventurosa che per la sua morte avvenuta in circostanze misteriose, fu un idealista, un pilota coraggioso, un uomo di grandi passioni, uno straordinario scrittore. Saint-Exupéry sosteneva che bisogna vivere per poter scrivere. Finì per fare della sua vita un romanzo e il suo libro più noto è senza dubbio Il piccolo principe, favola che dedicò all’amico Léon Werth.

Crescendo capita spesso di mettere da parte la parte più giocosa e creativa di se stessi, si è persuasi che questa non possa essere utile nel mondo adulto ma così facendo ci precludiamo il piacere di fare le cose che ci rendono felici. Perdiamo il contatto con tutto ciò che ci faceva stare bene, con tutte quelle attività piacevoli che da bambini risultavano essere la cosa più naturale del mondo. Il piccolo principe, tradotto in 253 lingue e stampato in 134 milioni di copie in tutto il mondo, è tra le opere letterarie del XX secolo più vendute in assoluto: lo stesso autore ne realizzò le semplici illustrazioni ad acquarelli. Quello di Antoine de Saint-Exupery è un libro molto più complesso di quanto sembri, dove il passato rincorre il presente fino a fondersi con esso.

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo.

Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sapranno ridere.

Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.

Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano.



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