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pubblicato 4 anni fa in Interviste

Intervista a Murubutu

Intervista a Murubutu

Il Culturificio ha avuto il piacere di scambiare qualche domanda con Alessio Mariani, in arte Murubutu, un cantante intelligente ed atipico, che accosta una tecnica molto espressiva – il rap- ad un’esperienza letteraria, storica e, perché no, culturale.

Di seguito, un piccolo assaggio della sua produzione:

 

Una sorta di “poesia cantata”, attinta da episodi storici, senza tralasciare spunti letterari e suggestioni eterogenee. Da dove proviene questo connubio tra rap e “arti” – che siano letteratura, storia o altro?

Ciao a tutti. Il connubio che propongo nasce dalla volontà di mantenere in vita la tradizione della narrazione in musica che attraversa tutta la storia della letteratura e della musica italiana. Il mio intento è proporre una versione rap, tecnicamente aggiornata, della figura del cantastorie.

murubutu (2)Sei un professore. È mai accaduto che gli studenti abbiano suggerito un motivo, o ispirato una produzione?

Si, è capitato e continua a capitare. “Marco gioca sott’acqua” è una canzone che ho scritto grazie alla conoscenza di una mia alunna e della sua famiglia.

Musicalmente parlando hai una peculiarità e risulti originale. A prescindere da questa individualità, hai degli esempi che segui, dei punti di riferimento?

I miei punti di riferimento sono di due ordini: quello concettuali e quelli tecnici. Nel primo caso mi ispiro ai grandi cantautori italiani come De Andrè, Guccini, Gaber e in minore misura a De Gregori e Camerini. Ogni volta che mi sembra di perdere l’orientamento mi riascolto questi grandi artisti della nostra tradizione. Nel secondo caso mi tengo aggiornato sulle uscite hip hop, soprattutto d’oltreoceano. Ultimamente ho apprezzato molto “Grandeur” di Apollo Brown.

Domanda apparentemente banale: tra i tuoi, quale brano preferisci? Di quale sei più soddisfatto?

Tra quelli editi sicuramente “Anna e Marzio”, nonostante i difetti sono contento della contestualizzazione che sono riuscito a creare con le parole. Ogni volta che scrivo una storia cerco di renderla “abitabile” sin dal primo ascolto: cerco di proiettare l’ascoltatore di fronte ai protagonisti per seguire la trama da vicino, visivamente ed emotivamente. In quel brano mi pare di esserci riuscito forse più che in altri.

Ultimamente, che libro stai leggendo?

Ultimamente leggo molto Rigoni Stern, oggi ho finito “Arboreto salvatico”.
Grazie per la visibilità, un saluto.


 

 

Per concludere, ecco il video dell’ultimo album, “Gli ammutinati del Bouncin’ ovvero mirabolanti avventure di uomini e mari”, uscito l’anno scorso.