Giulia Fracassi
pubblicato 2 settimane fa in Altro

Johnny Cash e June Carter

quando non è solo la Musica a bruciare corpo e anima

Johnny Cash e June Carter

Sono tante le coppie, considerate tra le più belle, legate al mondo dell’arte, della musica e dello spettacolo. Liz Taylor e Richard Burton, Elvis Presley e Priscilla Presley, Frida Khalo e Diego Rivera, Onassis e Maria Callas, Federico Fellini e Giulietta Masina, Yoko Ono e John Lennon, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Artemisia Gentileschi e Francesco Maria Maringhi, Adriano Celentano e Claudia Mori, per citarne solo alcune. Quella tra Johnny Cash e June Carter, in particolare, fu considerata tra le più belle ed emozionanti storie d’amore nel mondo musicale del ventesimo secolo.

Buon compleanno principessa, ormai siamo vecchi e ci siamo abituati l’uno all’altra. La pensiamo nello stesso modo. Leggiamo la mente dell’altro. Sappiamo quello che l’altro vuole anche senza dirlo. A volte ci irritiamo anche un po’. Forse a volte ci diamo anche per scontati. Ma ogni tanto, come oggi, medito su questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la vita con la più grande donna che abbia mai incontrato. Continui ad affascinarmi e ad ispirarmi. La tua influenza mi rende migliore. Sei l’oggetto del mio desiderio, la prima ragione della mia esistenza. Ti amo tantissimo. Buon compleanno principessa (Johnny Cash)

Questa la lettera che Johnny Cash scrisse alla moglie June Carter Cash nel 1994, per il 65esimo compleanno di Lei.

Johnny R. Cash nacque a Kingsland nel 1932. “The Man in Black”, così definito data la sua preferenza per gli abiti neri, fu cantautore, chitarrista e attore statunitense. Viene ricordato principalmente come icona della musica country ma i suoi brani spaziavano su più generi, dal Rock and Roll al Rockabilly, al Blues, al Folk, al Gospel e proprio per questo motivo venne introdotto nella Country Music Hall of Fame and Museum, nella Rock and Roll Hall of Fame e nella Gospel Music Hall of Fame. I suoi brani più celebri furono “Folsom Prison Blues”, con cui tradizionalmente iniziava ogni concerto, “I walk the line”, “Ring of fire”, “Get rhythm” e proprio “Man in black”. Nei suoi pezzi trattava prevalentemente tematiche legate a temi come dolore, afflizione morale e riscatto ma, nonostante la sua immagine austera ed autorevole, incise anche pezzi dal taglio umoristico (“One piece at a time” e “A boy named Sue”, per esempio), duetti con June Carter e reinterpretazioni di brani di artisti rock contemporanei (“Hurt” dei Nine Inch Nails, “Personal Jesus” dei Depeche Mode, “One” degli U2, per citarne alcuni).

Valerie June Carter Cash nacque a Maces Springs il 23 giugno 1929. Cantautrice e attrice statunitense, viene anch’essa ricordata principalmente nella scena della country music. La sua famiglia, conosciuta con l’appellativo di “The Carter Family” , approdò, nel 1950, nel gruppo Opry che diede vita, a Nashville, al “Grand Ole Opry”, uno show settimanale radiotrasmesso che entrò poi nella storia di questo genere. Qui la giovane June ebbe modo di conoscere artisti come Faron Young, Webb Pierce, Hank Williams, Elvis Presley e lo stesso Johnny Cash. La Carter fu anche scrittrice, attrice, filantropa e attivista umanitaria. La si ricorda soprattutto per il ruolo di “Mrs. Momma Dewey” che, nel 1977, ebbe nel film di Robert Duvall “L’apostolo” e per quello di “Sister Ruth”, tra il 1993 e il 1997, nella serie televisiva “La signora del west”. La sua carriera musicale l’ha vista esibirsi sia come solista che come parte di un gruppo vocale e strumentale, dapprima con esponenti della sua famiglia e successivamente anche al fianco di Johnny Cash. June Carter Cash ottenne un Grammy per la categoria “Best Country & Western Performance, Duet, Trio Or Group (vocal or instrumental)”, per la canzone “Jackson”, nel 1967, esibendosi in coppia con il marito: quello fu il suo primo riconoscimento ufficiale. Nel 1970, con il brano “If I were a carpenter”, otterrà nuovamente il Grammy per la medesima categoria.

La prima volta che vide June, Johnny era in gita scolastica a Nashville, dove lei si esibiva già con la famiglia sul palco del Grand Ole Opry, e dove poi si incontrano ufficialmente nel 1961. Poco tempo dopo June si aggregò al Road Show di Johnny e si ritrovarono così a viaggiare per gli Stati Uniti in tour ma la professionalità, l’integrità morale e il credo religioso di lei la portarono a non innamorarsi di quello che allora era un Johnny Cash sposato, impasticcato e fanatico. La donna, tuttavia, scrisse assieme al marito, il cantautore Merle Kilgore, un brano sui suoi sentimenti segreti per Cash, “Love’s ring of fire”, che fece interpretare a sua sorella, Anita Carter. Johnny Cash ascoltò il pezzo e ne realizzò un arrangiamento diverso e talmente tanto assurdo che la sua assurdità era superata solo da quella della tematica trattata: era un uomo sposato che cantava una canzone, scritta per lui da una donna anch’essa già impegnata, anche se ormai innamorata del cantante. “Ring of fire” divenne la hit numero uno di Johnny Cash nel 1963 poi, finalmente, divorziarono entrambi dai loro rispettivi coniugi, lui smise con le droghe e, nel 1968, si sposarono.

Se sarò davvero io la prima ad andar via, e, chissà come, mi sento che sarà così, quando sarà il tuo turno non sentirti perso perché sarò io la prima persona che vedrai. Così, senza aprire gli occhi, aspetterò su quella spiaggia finché non arriverai tu, e allora vedremo il paradiso

cantò June Carter in “Press on”, ballata gospel in cui una coppia sposata si tormenta del fatto che l’uno morirà prima dell’altro. June Carter Cash morì il 15 Maggio 2003, all’età di 73 anni, a seguito di complicazioni sopraggiunte durante un intervento cardiaco. Fu sepolta al Jardines Hendersonville Memory di Hendersonville, nel Tennessee. Johnny Cash morì il 12 Settembre 2003, a seguito di complicazioni respiratorie dovute al diabete, quattro mesi dopo June, quasi a voler dimostrare ciò che disse tempo prima in un concerto:

questa cosa fra noi due va avanti dal 1961, e non voglio fare nessun viaggio se lei non può venire con me.

Venne sepolto accanto alla moglie al Jardines Hendersonville Memory di Hendersonville.

Walk the line – Quando l’amore brucia l’anima”, vincitore di tre Golden Globe e premio Oscar alla migliore attrice protagonista, è un film che racconta parte della vita di Johnny Cash e June Carter, diretto da James Mangold nel 2005 ed interpretato da Reese Witherspoon e Joaquin Phoenix: i Cash scelsero i due attori per interpretarli nel film ancor prima della loro morte. La colonna sonora è composta dai brani più famosi dei due artisti, magistralmente eseguiti dagli attori stessi. Il film, tratto dai libri “Man in black” e “Cash: an autobiography”, scritti da Johnny Cash, è incentrato sulla parte iniziale della collaborazione artistica tra i due cantautori, dal loro primo incontro sul palcoscenico del Grand Ole Opry di Nashville alla proposta di matrimonio avanzata nel backstage di un concerto nella città di Londra.
Quella tra Johnny Cash e June Carter è una storia d’amore durata trentacinque anni, tra reciproche lettere e canzoni dedicate, che a oggi fa ancora brillare gli occhi. Una tra le più belle immagini li ritrae accoccolati, il mento di lui poggiato sulla testa di lei, quasi ad annusarle i capelli mentre è addormentata sulla sua spalla.

Tu ed io ci sposeremo, un giorno. Non vedo l’ora. (Johnny Cash a June Carter, 1961.)

 

Bibliografia e sitografia:
– “https://libreriamo.it”;
– “http://www.distantisaluti.com”;
– “Walk the line – Quando l’amore brucia l’anima”, James Mangold, 2005;
– “Johnny Cash. La vita, l’amore e la fede di una leggenda americana”, Steve Turner, 2013;

L’immagine in evidenza proviene da: https://www.huffingtonpost.com/2015/02/12/johnny-cash-love-letter-june-cash_n_6673450.html?guccounter=1 ((Photo by Archive Photos/Getty Images)