Federico Musardo
pubblicato 2 mesi fa in Arte

Bacon, Freud e la Scuola di Londra a Roma

Bacon, Freud e la Scuola di Londra a Roma

Da oggi al 23 febbraio del 2020, per la prima volta in Italia, gli appassionati d’arte potranno vedere dal vivo le opere di Francis Bacon, Lucian Freud e della Scuola di Londra (Andrews, Auerbach, Kossoff e Paula Rego). La mostra, a cura di Elena Crippa, si terrà al Chiostro del Bramante di Roma e presenterà quadri provenienti dalle collezioni della Tate Modern di Londra (già l’anno scorso le due istituzioni avevano collaborato per la mostra dedicata a Turner).

Saranno quindi esposti, secondo un criterio cronologico e tematico, oltre quarantacinque dipinti, disegni e incisioni (1945-2004) di sei artisti arrivati a Londra da altri paesi europei (Bacon, il più anziano, è irlandese, Freud e Auerbach tedeschi, Andrews norvegese, Paula Rego portoghese; Kossoff è il solo londinese, nato da genitori ebrei russi). Passando da una sala all’altra traspariranno il loro profondo dolore, il bisogno di reagire al male, di comunicare l’esperienza dell’altro dopo il periodo della guerra, di resistere alla morte attraverso l’arte.

Molte tra le opere esposte sono ritratti. Freud amò dipingere dal vero, a partire da un modello:

La mia idea di ritratto scaturisce dall’insoddisfazione per i ritratti che assomigliano alle persone. I miei ritratti devono essere ritratti di persone, non simili alle persone. Non creare qualcosa che somigli alla persona, ma incarnarla […] Per quanto mi riguarda il materiale pittorico è la persona. Voglio che il dipinto sia fatto di carne.

A differenza di Freud, come Andrews, Bacon preferiva partire da una fotografia. Nei suoi dipinti è fortissimo il senso di apertura della realtà quotidiana a un sentimento di violenza. Alcuni temi forti delle opere di Bacon sono il dramma dell’esistenza, la difficoltà delle relazioni umane, l’essenza della verità. Per tradurre dalla mente alla realtà esterna questa angoscia, per condividerla con gli altri, ha spinto il figurativo verso l’astratto. Gli sfondi delle sue opere sono spesso molto tradizionali, o monocromi; i soggetti e gli oggetti al contrario vanno verso il grottesco, arrivano all’osservatore deformati dalla sua cruda creatività.

Entrambi ritraevano amici e amanti, si interessavano alla resa pittorica dei volti e dei corpi alla ricerca di quella che lo stesso Freud chiamava nuda verità:

La nuda verità è un’espressione che mi è sempre piaciuta.

Andrews si differenzia maggiormente dagli altri pittori della Scuola perché dipinge soprattutto scene di festa e paesaggi, tranches de vie che presentano un punto di vista personale su una vita comune, condivisa.

Auerbach e Kossoff sono sperimentali anche in senso spaziale e orizzontale perché riempiono le loro tele di materia e colori. I soggetti ricorrenti del primo sono le persone che posano nel suo studio, le strade e la collina erbosa di Camden Town; il secondo, scomparso pochi mesi fa, ha ritratto per oltre sessant’anni il paesaggio urbano delle diverse zone di Londra in cui ha vissuto e lavorato.

Accomunati dalla centralità conferita alla figura umana, questi artisti incarnano uno dei momenti più significativi dell’arte moderna britannica, in cui la pittura assurge a testimonianza di un’esperienza di vita personale, sensuale e talvolta violenta.

Questa mostra desta l’interesse dello spettatore anche per via della sua vocazione sperimentale, perché il linguaggio della pittura dialoga con la lingua, le immagini di uno schermo, i suoni. Chi andrà al Chiostro del Bramante potrà sperimentare un senso di incalzante angoscia attraverso il cortometraggio The Naked Man, un’opera filmica di Enrico Maria Artale, commissionata e prodotta proprio per l’occasione. Attraverso i giochi di luci e ombre, sui volti e sui corpi, il regista ha cercato di comunicare cosa si prova appena prima di incominciare a dipingere (due opere di Bacon e due di Freud quelle immaginate). La colonna sonora è stata realizzata dai Mokadelic. Il percorso musicale alla scoperta dell’atmosfera londinese di allora continua su Spotify, perché connettendosi dal Chiostro sarà possibile ascoltare una playlist selezionata dallo stesso gruppo. Saranno inoltre disponibili audioguide speciali: una, Il lato oscuro di Londra, affidata alla voce di Costantino D’Orazio, storico dell’arte e saggista; l’altra, concepita per i più piccoli, consente loro di scoprire le avventure dell’Alieno Globber alla scoperta dell’essere umano.