Marius Ghencea
pubblicato 1 anno fa in Letteratura \ Recensioni

Gli Inuit

la via della saggezza

Gli Inuit

La casa editrice Adelphi ha inaugurato la primavera tra i ghiacci, selezionando degli scritti di Knud Rasmussen (esploratore Danese) di oltre mille pagine. Le parti più interessanti e profonde delle sue spedizioni, condotte tra 1921 e 1924, attraverso la Groenlandia fino all’Alaska, passando per il Canada degli eschimesi per ricomporre la tradizione degli Inuit, popolo che sfida la vita in una natura di disagi al di sotto di -55 °C.
Questo libro di testimonianze ci conduce passo passo nella quotidianità del popolo pescatore di trote e trichechi, cucitore di vesti di renna e ascoltatore dello spirito del mare. Rasmussen incontra Aua sciamano della tribù Igluik nella regione Qikiqtaaluk. Parlano -al riparo nel suo igloo riscaldato dalla lampada a grasso di foca – del loro popolo antico alla ricerca di una causa primordiale, una spiegazione riguardo il fine ed il destino; per essi la proprietà privata è inesistente, la loro società è basata sulla solidarietà tra villaggi e sul possesso collettivo dei beni.

Lo sciamano Aua così avvezzo alla precarietà della vita racconta oralmente lo spirito senza barriere, il lettore rimarrà incantato fatalmente dalla loro attività collettiva, a guardare una quotidianità dirompente, imparare ad andare a caccia di prede, sentire Aua confessare una verità che dice: “Abbiamo paura della malattia, che vediamo quotidianamente intorno a noi. Non della morte, ma della sofferenza”, esso ci fa capire quanta comprensione e amore per il proprio popolo, e continua dicendo: “Noi abbiamo paura degli spiriti della terra e dell’aria”, segno che con il loro divenire cristiani dopo il paganesimo non hanno mai abbandonato gli spiriti, la voce del cuore guidatrice pronta a tendere una mano ai loro simili in casi di difficoltà. Gli Inuit insieme combattono per placare l’ira della natura ma che di bontà li ricompensi.

Lo sciamano ha una responsabilità estrema verso la sua tribù , è l’unico in grado di mettersi in contatto con gli spiriti ausiliari e conoscere antichi segreti, a rimanere tardi la sera, in piedi ad occhi chiusi ad intonare un magico canto per avere forza e salute nella vita, queste le sue parole:

Tu terra,
nostra grande terra
vedi questi cumuli
di ossa sbiancate,
dalla forza
dell’aria del possente
mondo?
He-he-he!

Tutti i racconti e i canti folkloristici da AUA narrati trattano del soprannaturale e dell’inverosimile quasi fossero favole per bambini, in realtà nascondono una profonda devozione che appartiene al sacro, fede verso gli spiriti ausiliari; ne sono consacrate tutte le tribù inuit.

Uno sciamano credente non può rivelare i misteri della sua vita senza ficcare il suo rapporto col soprannaturale.

Quello che possiamo riuscire a trarre da queste testimonianze e taccuini non è soltanto l’esperienza di un popolo che vive allo stato brado di fronte all’ardua natura, segnati da intemperie e clima artico, ma è anche una continua ricerca di comprensione del diverso –di cui si ha così tanta paura-, una capacità destinata a svilupparsi nel tempo è quella del pensiero di fronte agli altri, o meglio, ai nuovi arrivati. Concepire così l’amore per la vita e la sua condivisione.