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pubblicato 3 settimane fa in Arte

Guido Reni, i Barberini e i Corsini

Guido Reni, i Barberini e i Corsini

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano dal 16 novembre 2018 al 17 febbraio 2019, nella sede di Galleria Corsini a Roma, la mostra Guido Reni, i Barberini e i Corsini. Storia e fortuna di un capolavoro, a cura di Stefano Pierguidi.

L’esposizione ruota intorno alla Visione di sant’Andrea Corsini di Guido Reni, oggi agli Uffizi, era in realtà ospitata nelle sale della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini fino al 1936, quando passò ai Corsini di Firenze.

In mostra viene messo a confronto, per la prima volta, con due repliche.

La prima, rimasta a Galleria Corsini alla Lungara, venne eseguita nel 1732 da Agostino Masucci. Questa replica venne realizzata per la versione musiva, voluta da Papa Clemente XII (Lorenzo Corsini), da porre sull’altare della cappella di famiglia in San Giovanni in Laterano (1730).

Il secondo dipinto proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, restaurato in occasione della mostra, è opera di Reni stesso, e ritrae il Santo in altre movenze.

La seconda sezione della mostra mette invece in evidenza lo sperimentalismo tecnico di Reni, pittore che lavorò tanto ad affresco quanto ad olio, su tela, rame, pietra di paragone e persino su seta. Già dalla prima metà del Seicento e per tutto il Settecento, le sue opere, come visto con il Masucci, vennero replicate in mosaico e in arazzo.

Da Palazzo Barberini arriva il Putto dormiente di Reni, un affresco staccato dal muro e ancora provvisto della cornice fatta eseguire appositamente dal cardinale Francesco Barberini nel 1629. L’opera attesta l’eccezionale fortuna collezionistica del maestro, e la predilezione che per lui ebbero i Barberini.

In mostra si possono ammirare anche la versione musiva, opera dello specialista Giovanni Battista Calandra, del Ritratto del cardinale Roberto Ubaldini eseguito da Reni e la Sibilla Persica in mosaico di Mattia Moretti, attestata nel Settecento nel Palazzo Corsini alla Lungara, oggi appartenente alla collezione di Palazzo Pitti a Firenze.

Quando si pensa alla Roma barocca dei Barberini i primi nomi che ci vengono in mente sono: Pietro da Cortona, Bernini e Borromini, non il bolognese Guido Reni. Eppure il pittore, considerato uno dei maggiori esponenti del classicismo seicentesco, era in realtà tra i più ricercati d’Italia; poteva Urbano VIII (Maffeo Barberini papa dal 1623 al 1624) non stimarlo? La Visione di Sant’Andrea Corsini fu donata nel 1629 dai Corsini a Urbano VIII Barberini in occasione della canonizzazione del santo vissuto nel Trecento.

L’opera raffigura il santo che durante la messa di Natale riceve l’annuncio della sua morte imminente. Le visioni dei santi sono uno dei topos del Barocco e della devozione seicentesca, ma Reni non si dimentica certo dei suoi riferimenti: Raffaello e l’Antico.

Questa mostra è un’importante occasione per scoprire i vari volti di Guido Reni, e riscoprire Galleria Corsini, che troppo spesso viene esclusa dai percorsi turistici.

Sicuramente da segnalare sono le visite guidate alla mostra (comprese nel prezzo del biglietto) tutti i giovedì alle 17:30. Se volete essere accompagnati alla visita dal curatore Stefano Pierguidi questi appuntamenti sono da non perdere: 7 e 21 dicembre, 18 e 25 gennaio, 8 febbraio, sempre alle 17.

 

Articolo a cura di Camilla Agnoloni