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pubblicato 3 settimane fa in Altro

Pari opportunità e meritocrazia

dall’ambito scolastico a quello professionale

Pari opportunità e meritocrazia

Ogni anno, a ridosso della festa della donna, si è soliti rispolverare concetti come “pari opportunità” e “meritocrazia” sia in ambito lavorativo che in quello scolastico-universitario. Ultimamente, numerose associazioni si sono mobilitate per non festeggiare quella che ormai sembra essere una mera festa commerciale ma per sensibilizzare la nostra società su tematiche importanti.

È impensabile, infatti, che nel 2019 non ci sia ancora una piena e paritaria partecipazione delle donne nella vita civile, sociale e politica del paese, ma che, soprattutto, a fronte dell’emancipazione femminile, si verifichi un elevato numero di violenze e femminicidi.

Cosa significano questi dati e queste terminologie?

Partiamo dal termine “uguaglianza”, che in una delle sue possibili accezioni, rifiutata da alcune teorie femministe, sta a indicare una condizione paritaria tra gli individui. In altre parole, insomma i soggetti devono godere di medesimi diritti in qualsiasi contesto essi si trovino. Sia uomini che donne devono quindi avere le stesse opportunità già a partire dall’età scolastica, dalla loro istruzione fino ad arrivare all’ambiente lavorativo.

Un termine che in Italia non viene purtroppo granché preso in considerazione è quello di “meritocrazia”. Questa rappresenta il riconoscimento del merito degli individui ed è sostanzialmente volta a valorizzare le persone che si sono applicate nel raggiungere un determinato obiettivo. Nella società odierna sono frequentissimi i casi di individui che accedono in un contesto professionale per conoscenza e non per merito, ledendo ovviamente la qualità del lavoro e privando chi si è impegnato di uno spazio che invece meriterebbe

Come già accennato, In Italia il sistema dei valori è molto meno meritocratico rispetto ad esempio a quello americano o quello scandinavo, dove le istituzioni si assicurano che la classe dirigente sia la migliore, preparata e qualificata.

Competenza e preparazione sono, infatti, elementi essenziali che dovrebbero essere trasmessi già nell’ambiente scolastico. Nonostante questo assunto di base, i giovani del nostro paese si ritrovano a vivere in situazioni di disagio, impreparati da un punto di vista scolastico ed educativo e incapaci di inserirsi adeguatamente nel contesto lavorativo.

Un’altra tematica scottante quando si parla di meritocrazia e pari opportunità è quella della parità salariale tra uomini e donne: ancora oggi, in gran parte dei paesi di tutto il mondo, una donna ingegnere guadagna meno di uomo ingegnere; questo fenomeno è conosciuto come “gender gap” e sta ad indicare una vera e propria discriminazione di genere.

Bisogna specificare che alcune donne lavorano part-time, talvolta obbligate a occuparsi della gestione familiare al posto degli uomini. Nonostante tutte le conquiste umane che si sono susseguite, persiste purtroppo una disparità forte. Il part-time, spesso, non è frutto di una libera scelta.

Negli ultimi anni lo Stato Italiano ha cercato di garantire uguaglianza e di combattere ogni forma di discriminazione: la promozione e il sostegno per le pari opportunità sono fondamentali in un’era di progresso tecnologico e scientifico. Sarebbe opportuno che tutti questi concetti vadano di pari passo. Sarebbe necessario investire maggiormente nell’istruzione scolastica prima, senza lasciare indietro nessuno, e nella formazione lavorativa poi, dando un concreto spazio a chi ha studiato per un determinato obiettivo, con la speranza che tutti capiscano quanta strada ci sia ancora da fare.

Articolo a cura di Carola Baudo

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