Andrea Talarico
pubblicato 1 mese fa in Letteratura \ Recensioni

Gerard Reve

Le sere (Iperborea, 2018)

Gerard Reve

Agghiacciante. Per circa tre generazioni, un romanzo come Le sere (Iperborea, 2018) di Gerard Reve è stato del tutto al di fuori della portata dei lettori mondiali. Il motivo? La mancanza di traduzioni dell’opera dal nederlandese. Vero è che il libro all’uscita, nel 1947, vendette una quantità discreta di copie ma niente di più. La vera riscoperta di Le sere arriva alla metà degli anni ’60 quando, con la pubblicazione di Verso la fine (1963) e Più vicino a te (1966), si inizia a creare in patria una sorta di culto per l’autore che ha portato i lettori a rileggere stupefatti il primo lavoro dello scrittore, all’epoca appena venitreenne. Da allora, però, nonostante Reve sia stato riconosciuto tra i grandi della letteratura olandese del Novecento con Harry Mulisch e Willem Frederik Hermans (altri autori che in Italia contano, rispettivamente, un paio di titoli fuori catalogo per Rizzoli e due titoli ancora in commercio, uno edito da Rizzoli e uno da Adelphi), Le sere ha dovuto aspettare cinquant’anni per affacciarsi al grande pubblico, con la traduzione inglese di Sam Garrett (The evenings, Pushkin Press, 2016). Questa traduzione ha finalmente permesso al romanzo di essere conosciuto – e riconosciuto per il suo valore letterario – dal pubblico mondiale; nel 2018 è stato tradotto, direttamente dal nederlandese, da Fulvio Ferrari e pubblicato da Iperborea.

Le sere è un romanzo difficile: Frits van Egters è un giovane impiegato di ventitré anni, e ognuno dei dieci capitoli è il racconto di una giornata (soffermandosi in particolare sulla sera) di Frits; in tutto il romanzo copre l’arco di tempo che va dal 22 al 31 dicembre del 1946.
La scelta di far coincidere il termine del romanzo con la fine dell’anno non è affatto casuale, e va interpretata come l’intenzione dell’autore di fornire al lettore una chiave di lettura del romanzo, generalmente le possibilità in questi casi sono due: la fine dell’anno coincide con la fine del mondo del romanzo, con la sua morte, oppure con una rinascita. Al lettore lascio orientare da sé la propria interpretazione in un senso o nell’altro.

Chi è Frits van Egters? Il doppio letterario dell’autore. Vero, in parte: l’età anagrafica coincide, forse anche le ossessioni. Frits è un personaggio nichilista, dalla lingua tagliente, spesso scortese se non addirittura offensivo; dominato dalle sue ossessioni e perseguitato dagli incubi. Le giornate di Frits non sono meno inquiete delle notti: tutto il suo impegno si concentra nel trovare un modo di far passare il tempo per arrivare alla fine di un altro giorno, anch’esso inevitabilmente fatto di niente.
Tutto il romanzo sembra dunque dominato dal sentimento del tempo: un sentimento in questo caso negativo, oppressivo, che domina la mente di Frits, che il lettore vedrà spesso nell’atto di controllare compulsivamente l’orologio per calcolare quanto tempo manchi alla sera, o in quello di ingegnarsi spasmodicamente per trovare un modo di prolungare un incontro, di portare avanti ad ogni costo una conversazione morta, con lo scopo di occupare il maggiore lasso di tempo possibile.
In questo caso può essere curioso tenere conto del sottotitolo del romanzo: Le sere sono infatti, per espressa dichiarazione dell’autore, Un racconto d’inverno (De avonden. Een winterverhaal). Giustamente, narrando gli avvenimenti tra il 22 e il 31 di dicembre, l’ambientazione è decisamente invernale. Mi chiedo però se non si possa cogliere un’allusione a The Winter’s Tale di Shakespeare, in cui il Tempo assume una funzione preponderante, al punto da entrare in scena all’inizio del quarto atto (che, nel dramma, segna significativamente il passaggio dai connotati propriamente tragici dei primi tre atti alla distensione della trama che negli ultimi due volgerà verso un lieto fine, tipico della commedia):

I, that please some, try all, both joy and terror
Of good and bad, that makes and unfolds error,
Now take upon me, in the name of Time,
To use my wings. Impute it not a crime
To me or my swift passage, that I slide
O’er sixteen years and leave the growth untried
Of that wide gap, since it is in my power
To o’erthrow law and in one self-born hour
To plant and o’erwhelm custom.

Questi i versi che aprono il quarto atto del dramma shakespeariano. Che il sottotitolo sia un invito del lettore a tenere conto di questi versi e del potere del tempo di stravolgere le leggi e i costumi e farne una possibile chiave di lettura del libro (l’ossessione per lo scorrere del tempo dipenderebbe dunque dalla sua auspicata funzione salvifica, disperatamente e continuamente invocata, tacitamente, dal protagonista)?
Più probabile che questa sia solo una suggestione di un lettore incline alle sovraletture e che il sottotitolo non stia ad indicare altro che il racconto di un periodo buio come il dopoguerra.

Quel che è certo è che la tensione religiosa è un elemento chiave del romanzo: Frits spesso e volentieri si appropria di espressioni o lessico biblico, e forse in questa chiave andrà letto quello che sembra un irrisolto dualismo tra anima e corpo: ai difetti del corpo corrisponde solitamente un’insufficienza morale: ne è un esempio lampante il personaggio di Maurits e, soprattutto, l’ossessione di Frits per la calvizie altrui, per cui però suggerisce costantemente tutta una serie di rimedi, a costo di risultare oltremodo scortese.
Le sere è un romanzo estremamente duro, difficile, ma allo stesso tempo aperto e ricco di spunti di lettura, espressione di un disagio esistenziale che a distanza di settant’anni è ancora forte nell’uomo contemporaneo: un’opera con cui finalmente ci si può confrontare, e con cui sarebbe assurdo non farlo.

«Come stai?» domandò il giovane. «Come va a casa?»
«Malissimo», rispose Frits allegramente, «malissimo, Viktor. Diciamo le cose come stanno. Se va male, diciamo che va male.»
«Giusto», disse Viktor. «E così va male. E i tuoi?» «Domanda acuta», rispose Frits, «come chiedere che tempo fa mentre c’è un temporale. Ma no, il paragone non regge. Comunque è un disastro.»

 

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