Alessandro Di Giacomo
pubblicato 2 anni fa in Altro \ Storia

L’incredibile avventura di Robert Capa

la storia in 50 mm

L’incredibile avventura di Robert Capa

Normandia, 6 giugno 1944, D-Day, settore di Omaha Beach, ore 06.30 del mattino.

I soldati americani, stretti l’uno di fianco all’altro nei mezzi da sbarco, stanno per raggiungere le coste e dare inizio alla più grande operazione militare della storia, nome in codice Overlord. Uno di loro ha un solo obiettivo… quello da 50 mm della sua macchina fotografica Contax. Il suo nome? Endre Ernö Friedmann, ma la storia lo ricorda come Robert Capa. Oggi, 25 maggio,  nell’anniversario della sua morte, cercherò di riportare in vita questa storia straordinaria.

Endre Ernö Friedmann nasce il 22 ottobre 1913 a Budapest, nell’allora Impero Austro-Ungarico, da genitori di origini ebraiche e gitane. Saranno proprio questi tratti a governare la sua esistenza, spingendolo a viaggiare e a reinventarsi di continuo. Nel 1931, in Ungheria, sale al potere l’estrema destra ed Endre, comunista e ovviamente contrario alle politiche portate avanti dal Governo, decide di trasferirsi a Berlino dove, non parlando una sola parola di tedesco, decide di diventare fotografo; appena due anni dopo, però, è costretto nuovamente a muoversi: Hitler e i nazionalsocialisti vincono le elezioni e arrivano al Reichstag. Sceglie Parigi per ricominciare, la mitica Parigi degli anni ’30, la Ville lumière dei caffè di strada, colmi di letterati e di giovani squattrinati. Al tempo, le fotografie iniziavano ad avere un’importanza enorme nelle pubblicità e sui giornali di tutto il mondo ma quel nome, difficile da pronunciare e poco musicale alle orecchie altrui, non gli spianava certo la strada.  In questa storia manca un elemento fondamentale: una donna!

La donna di cui Endre aveva bisogno è Gerda Taro, una fotografa tedesca, comunista e di origini ebraiche che, con lui, condivide praticamente tutto. Gerda è estremamente sveglia, piena di idee, e così i due, un po’ per gioco, un po’ per sfida, decidono di creare il personaggio di Robert Capa, un fantomatico fotografo statunitense, giunto a Parigi per lavorare e, grazie a questo espediente, riescono a moltiplicare i loro clienti. Robert e Gerda iniziano ad amarsi, pur avendo un rapporto “emancipato”, divenendo quasi inseparabili.

Nel 1936, in Spagna, Francisco Franco avvia un violento golpe e la reazione di organizzazioni repubblicane armate fa scoppiare la guerra civile. La Germania di Hitler vede in questa guerra la possibilità di testare le armi del suo neonato esercito e decide di sostenere il Caudillo, assieme all’Italia di Mussolini; dall’altra parte si schierano i socialisti e i repubblicani di tutto il mondo che partono in brigate, desiderose di difendere la libertà e i suoi ideali, ottenendo anche l’aiuto dell’Unione Sovietica. La guerra civile spagnola diventa una guerra di idee che coinvolge tutto il mondo: in pratica, sono le “prove tecniche” dell’imminente secondo conflitto mondiale!

Robert e Gerda ottengono assieme l’incarico di portare una testimonianza diretta dal fronte. È qui che il talento di Capa viene esaltato: scatta una serie incredibile di fotografie, case in macerie, bombardamenti a tappeto, fieri miliziani stranieri venuti a difendere la libertà; ma è quando riesce ad immortalare il momento esatto della morte di un miliziano repubblicano, colpito dai franchisti, che incomincerà a farsi conoscere in tutto il mondo. Con questo scatto, non tecnicamente perfetto per gli standard dei fotografi ma capace di trasmettere emozioni “dirette”,  Capa inizia ad essere conosciuto dai più importanti giornali, le sue foto sono richiestissime e a chi lo critica di non essere un buon fotografo risponde provocatoriamente:

Se le tue foto non sono abbastanza buone, significa che non eri abbastanza vicino.

Mentre Robert torna a Parigi per incontrare alcune agenzie fotografiche, Gerda resta in Spagna per continuare a raccontare la guerra ma, durante un attacco aereo, finisce sotto i cingoli di un carro armato e viene uccisa in modo atroce consegnandosi, di fatto, alla storia come la prima reporter caduta in battaglia.

Robert non si riprenderà mai e, finita la guerra, diverrà un playboy sciupafemmine, incapace di avere una relazione, tanto che fu lui a consegnare ai posteri l’immagine del fotografo scapigliato e più attento alla sua macchina fotografica piuttosto che ai rapporti umani.

Nel 1941 gli Stati Uniti, dove si è rifugiato dopo la presa di Parigi da parte dei nazisti, entrano nella Seconda Guerra Mondiale e Robert, grazie ai suoi scatti “spagnoli”, ottiene diversi incarichi per seguire le truppe al fronte. In Nord Africa e in Sicilia racconta la guerra così come si è combattuta tutte immagini incredibili, nude e crude. In Sicilia, dove Capa arriva assieme ad un contingente di paracadutisti, scatta la famosa foto nella quale un contadino indica ad un soldato americano la strada per Sperlinga. Durante un giorno di libertà dai suoi impegni al fronte, Robert decide di scattare qualche foto alla Valle dei templi di Agrigento e, mentre cerca l’inquadratura perfetta, fa la conoscenza di un ragazzo, giunto sul posto per assicurarsi che i templi fossero stati risparmiati dal bombardamento del giorno precedente. I due commentano la situazione con un breve dialogo in spagnolo, più simile al siciliano dell’inglese, e si scambiano i loro nomi sulle pagine del taccuino di Capa: il ragazzo legge Robert Capa ma solo più tardi si renderà conto di chi era l’uomo con il quale ha avuto la fortuna di parlare. Allo stesso tempo, quello che è il più grande reporter di guerra del mondo, non può nemmeno immaginare chi diventerà quel diciottenne: Andrea Camilleri.

Robert ancora non lo sa ma tutto quello che ha fatto diventerà minuscolo dinanzi a ciò che sta per fare: viene scelto per documentare lo Sbarco in Normandia! Durante l’attacco scende sulla spiaggia con la seconda ondata, si nasconde dietro un carro semidistrutto e vive i drammatici eventi di Omaha Beach: uomini dilaniati dall’artiglieria, le temibili mitragliatrici che diffondono morte, l’acqua sempre più scura, uomini che cercano riparo come possono. I suoi occhi vedono quello che il suo obiettivo cattura… oltre cento fotografie! Soddisfatto del suo lavoro, sotto shock per l’inferno che si scatena sulla spiaggia, capisce che è il momento di scappare e, raggiunto un mezzo di trasporto per feriti, sviene in preda al panico.  Si risveglierà con una magnifica notizia: Life, una delle più importanti riviste del mondo, vuole le sue foto per pubblicarle nel numero in uscita il 19 giugno! Robert invia immediatamente i rullini per la stampa ma, nel tentativo di velocizzare la procedura, un tecnico di laboratorio distrugge quasi tutto il suo operato. Non commenterà mai l’accaduto anche perché, nonostante questo, le uniche undici foto salvatesi del giorno più lungo, saranno la testimonianza diretta più importante dello sbarco.

Al termine del conflitto, nel 1947, torna negli Stati Uniti dove, dopo aver fondato l’agenzia fotografica Magnum Photos, tra le prime a pagare ai fotografi i diritti per le loro foto, conosce Ingrid Bergman, con la quale avrà una relazione che terminerà quando lei gli chiederà qualcosa di più serio. La sua vita è legata alla sua passione e, quando nel 1954 scoppia la guerra in Indocina, decide di partire alla ricerca di nuovi stimoli ma qui, proprio inseguendo lo scatto perfetto, Robert posa il piede su una mina e salta in aria assieme alla sua Reflex.

Muore così, proprio come aveva sempre vissuto, il 25 maggio, inseguendo e trovando, paradossalmente, il bello artistico e umano nelle ore più buie dell’umanità.    

Le fonti

Libri:

Robert Capa, Leggermente fuori fuoco, Contrasto, 2002 trad. P. Berengo Gardin

Alberta Gnugnoli, Robert Capa, Giunti, Firenze 2010

Collegamenti esterni: 

http://www.lundici.it/2013/11/le-magnifiche-11-di-robert-capa/

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