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pubblicato 4 settimane fa in Altro

Di librerie indipendenti, covid e altre amenità III

risponde Vicolo Stretto e Prampolini

Di librerie indipendenti, covid e altre amenità III

Anno nuovo, vecchie abitudini: continua infatti la nostra iniziativa a favore dei librai indipendenti. Dopo Roma e Torino per la terza puntata abbiamo preso un aereo immaginario e siamo arrivati in Sicilia, a Catania, a sentire cosa avevano da dirci Angelica e Maria Carmela, due sorelle proprietarie delle librerie Vicolo Stretto e Prampolini.

Sono state tantissime le nostre domande: che cosa significa avere una libreria indipendente e che importanza ha nel territorio; perché chiunque ami la lettura dovrebbe sceglierla al posto di Amazon; quali sono i criteri con cui riempiono gli scaffali delle loro due librerie e se hanno una casa editrice preferita tra la piccola e la media editoria. Abbiamo poi voluto sapere come sono riuscite a mantenere il dialogo con i lettori e quali eventi, attività o strategie hanno messo in atto durante il lockdown o hanno intenzione di adottare. Infine, non abbiamo potuto esimerci dal chiedere qualche piccolo consiglio di lettura.

Insomma: le librerie sono aperte in qualsiasi zona siate, gialla, arancione, rossa; le librerie indipendenti sono apertissime!

Maria Carmela non si è fatta spaventare dalle molte questioni, e queste sono state le sue parole:


Io e Angelica non abbiamo mai sognato di diventare libraie tantomeno di arrivare a trent’anni con due librerie.

Come tutte le cose belle della nostra vita le librerie sono arrivate per caso, in due momenti completamente diversi della nostra vita professionale e personale. Siamo diventate libraie col tempo, con l’esperienza e facendo un mucchio di errori. Ogni cosa che imparavamo faceva spazio a una consapevolezza nuova come imprenditrici e come libraie. Ogni anno un passo in avanti.

Tre anni fa abbiamo deciso di rivoluzionare da capo a piedi la Libreria Vicolo Stretto affidandoci a Marco Terranova, progettista e artigiano del legno. Disegnare gli arredi della nostra piccolissima libreria è stato come seguire fili immaginari tra i clienti e i libri, tra noi e loro e tra loro e la nostra libreria.

In fondo è come se la Vicolo Stretto sia nata allora. Così come nella nostra mente la Legatoria Prampolini è nata, nonostante i suoi 126 anni, il 15 settembre 2019.

Le librerie sono luoghi in cui si comunica tantissimo, dove le parole e le vite si intrecciano di continuo; sono spazi di confronto, di scambio, e perché no, di studio costante. Crediamo che si preferisca una libreria fisica per alcune specifiche caratteristiche ma questo avviene solo se in quello spazio si riconoscono i propri desideri letterari e se la libraia è brava a stuzzicarne altri. Se questo non avviene, e vada bene che da parte nostra non c’è nessun giudizio, il nostro mondo permette di rivolgersi ad attori della filiera più impersonali, ma che soddisfano comunque la “brama” di storie.

Avere una libreria indipendente permette di mantenere viva la bibliodiversità nel mercato editoriale italiano.

Pensiamo a Iperborea che ha deciso fin dalla sua fondazione di occuparsi solo di letteratura Nord Europea o a Pelle d’Oca che si occupa esclusivamente di gialli per bambini o ragazzi. Ogni casa editrice ha un suo valore intrinseco e avere la possibilità, e la voglia di scoprire un autore o un’autrice che altrimenti potrebbe passare inosservato ha un non so che di eccitante. I libri a scaffale nelle nostre librerie, infatti, vengono scelti tenendo conto di tantissimi fattori: dalla classifica delle vendite dei settimanali come Robinson o La Lettura alla nostra personale ricerca, dando risalto magari a due (o più) temi caldi del dibattito pubblico e culturale e, last but not least, seguendo le esigenze della nostra clientela e della zona in cui sono situate le librerie.

Ma tutto questo ovviamente è stato messo a soqquadro dalla pandemia Covid-19. All’improvviso quello che ti sembrava scontato e, perché no, banale non lo era più.

I librai indipendenti hanno dovuto rivedere di sana pianta il loro lavoro: abbiamo dovuto immaginare in pochissimo tempo strategie alternative per non far mancare le storie a casa delle persone.

Noi, per esempio, durante il lockdown abbiamo intensificato il nostro servizio di consegne a domicilio Libro Lesto (attivo dal 2018) e abbiamo da subito sposato il progetto Libri da Asporto, rete che vede per la prima volta insieme editori e librai a favore dei lettori e delle lettrici in giro per l’Italia.

Durante il 2020 abbiamo migliorato la comunicazione delle nostre pagine social e abbiamo messo online il nostro sito internet, dov’è possibile acquistare e scegliere il servizio che più si confà alle proprie esigenze e rimanere aggiornati sulle attività delle librerie.

Nonostante l’anno appena trascorso non abbiamo mai smesso di dialogare con il nostro territorio e questo lavoro costante, seppur faticoso, ci viene ogni giorno ripagato dalle persone che scelgono di rivolgersi a noi per le loro letture.

Ma cosa sono due libraie se non consigliano storie?

Ecco a voi due novità e due titoli da catalogo: Una storia americana. Joe Biden, Kamala Harris e una nazione da ricostruire, Francesco Costa (Mondadori); Questo giorno incombe, Antonella Lattanzi (HarperCollins); Il ciarlatano, Isaac Bashevis Singer (Adelphi); Tutto è jazz, Lili Grün (Keller).


L’immagine è presa da «Publishers Weekly» – posto che non se ne accorgeranno mai, speriamo non si arrabbino. L’iniziativa è a cura di Susanna Ralaima.